Eva e le sue sorelle

Figlia unica piena di fratelli, si sente sola e confusa. È artista di ruote e verticali, volteggia sui trampoli, ma finisce a fare il marketing delle mutande. Avere un bambino è il suo chiodo fisso, e si aspetta che sia naturalissimo, come per molte donne. Non per lei.

Qualcosa si inceppa, i figli non arrivano. Prima restare incinta è un miraggio, poi le gravidanze inspiegabilmente si interrompono. Sarà l’utero bicorne, sarà qualcosa di sbagliato in lei, sarà la punizione per un amorazzo clandestino: le pensa tutte. Ogni volta speranza, ogni volta paura, e poi forme diverse di dolore.

Finalmente, in una nuova città e con un nuovo compagno, l’ennesima gravidanza sembra procedere bene. Invece no: gli allarmi si susseguono, il percorso è minato, non c’è pace. Ma poi nella prova più estrema, da un’incubatrice piena di tubicini, sotto il cappellino azzurro del respiratore, la più bella bocca mai vista le insegna la pazienza, il coraggio dell’attesa e dell’amore, il contatto con il nucleo incandescente del mondo.

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